Pontito-Montecatini terme

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martedì 27 febbraio 2018

Categoria:GITE/SOGGIORNI

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PONTITO

LA FORMA E LA STORIA

Da Pons Titi, il ponticello che prima della rotabile faceva accedere a dorso di mulo al paese, ultimo e più alto baluardo umano della Valleriana, fra le pieghe dei monti della Valdinievole.

Le sue case scalano la pendice dell’altura a file sovrapposte. Una casa non è più alta dell’altra, così che il borgo sembra spalmato sul colle senza sfridi. Ma sono case senza occupanti, dato che da decenni ormai Pontito soffre di un’inarrestabile emorraggie demografica. Restano pochi anziani che coltivano il ricordo del lavoro nei campi decantando la bontà delle lenticchie e dei fagioli. Pontito si anima in estate per la bellezza dei luoghi e il fascino del suo isolamento. La storia lo vide fedele a Lucca, sorta di enclave in territorio pistoiese e poi fiorentino. Da ciò ne vennero dissidi e violenze, fino al gesto di Francesco Sforza che, espugnata la rocca nel 1437, trovò in un antro una giovane e tremante fanciulla alla quale, fatto insolito per l’epoca, non arrecò disonore restituendole la libertà.

MONTECATINI TERME

QUASI UN RITRATTO

Le sorgenti a mano a mano scoperte e valorizzate successivamente a Montecatini – ciascuna con suoi propri sapori ed effetti terapeutici - sono per loro natura sparse lì intorno, nella campagna, sicché a unirle insieme in un’immagine unitaria sarà lo sfondo di un immenso parco esaltato dal lungo viale originario (e dalle sue successive ramificazioni) – verso l’ospedale, verso il Bagno regio, verso le Terme Regina e verso quelle della Torretta – reso trionfale della sua conclusione sulla facciata delle Terme del Tettuccio.

Dopo il 1830, tuttavia, irrompe dall’Inghilterra – in Toscana come in tutta Europa – il revival gotico, e intorno alle sorgenti nuove a mano a mano valorizzate vengono costruiti padiglioni che sembrano palazzi medievali o antichi castelli: una fantasticheria estremamente libera, legittimata dal carattere tutto sommato lucido del soggiorno terapeutico; padiglioni dei quali rimane traccia nella torre delle Terme Torretta – che non poteva venire demolita a causa del suo stesso nome – e nelle Tamerici.

Ma nel frattempo lo spunto di una piazza e di una chiesa al fondo della passeggiata prende davvero corpo e negli anni venti - quando viene costruito il nuovo municipio, ovviamente in stile rinascimentale, proprio come, lì accanto, il cinema Excelsior – esiste ormai una vera città, con la sua piazza principale, la sua strada principale, la sua passeggiata, i campi sportivi, l’ippodromo, i giardini.

Il piano urbanistico della città è rigorosamente quadrettato – una sola strada trionfale – e le case anch’esse nello stile architettonico tradizionale della Toscana.


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